Restituiteci il nostro calcio

Lettera pubblicata parzialmente su La Gazzetta dello Sport il 29/04/2015 

Gli avvenimenti di domenica sono stati non solo una sconfitta per il mondo sportivo italiano, ma per tutto il Paese. È intollerabile che in un paese civile degli appassionati di un qualsiasi sport debbano continuamente assistere inermi a tali soprusi. Poi a maggior ragione se lo sport in questione è il calcio: lo sport più bello e diffuso al mondo. Definito nobilmente in un articolo di Gian Arturo Ferrari così: “Il calcio non è uno sport, non è solo uno sport: è una metafora della vita. La sua immensa popolarità da questo dipende, dall’essere simile e vicino alla vita, dal concentrare in 90 minuti le vicissitudini, i mutamenti, i modi di essere e di sentirsi che si allungano nei decenni, nelle vite di tutti.”

Quello che sta accadendo è che una minoranza spinta dal fanatismo e dall’ignoranza – non sicuramente dalla passione per lo sport – tenta ogni domenica di sopraffare con la violenza la maggioranza di appassionati di calcio che vorrebbe assistere a una partita tranquillamente, magari anche con i propri figli.

Il ruolo del calcio comprende anche qualcosa di più sottile; non facilmente percettibile. Lo dico da giovane: il calciatore è un mentore dalle fattezze di un eroe greco per i ragazzini dal taglio di capelli all’atteggiamento in campo. L’imitazione ha, quindi, un ruolo fondamentale in questo compito quasi educativo. Che esempio da uno scazzottamento? Ma, soprattutto, che esempio danno i tentativi di giustificarlo da parte di una società?

Per quanto riguarda, invece, i fatti di Torino sospendere il campionato non porterebbe a nulla di fatto, ma un segnale davvero coeso da parte di tutta la comunità sportiva contro questa minoranza che vuole rovinare il nostro sport potrebbe portare a qualcosa. Affinché questa minoranza non diventi la maggioranza e la normalità servono punizioni esemplari senza aspettare altro tempo.

I “grandi” devono dare da esempio ai “piccoli” sia nel primo che nel secondo caso. Restituite il calcio a chi lo ama.

Federico Duca

Sportivo e studente di liceo classico

  • La lettera è stata pubblicata parzialmente nella rubrica “Porto Franco” del giornalista Franco Arturi (p. 21, La gazzetta dello Sport, 29/04/2015) in un discorso più ampio riguardo i numerosi e continui atti di violenza che si sono verificati e si verificano dentro e fuori gli stadi italiani.

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